I vini naturali, vini fatti con amore.

È naturale che quando bevi tanto vino, la mattina dopo ti venga un bel mal di testa, vero? Ebbene, no! Non è affatto naturale, al massimo è la norma a causa della chimica presente nei vini che troviamo sugli scaffali. Prodotti chimici sono presenti nei concimi, diserbanti e antiparassitari che vengono usati nelle vigne. E coadiuvanti enologici sono aggiunti nella vinificazione per definire il sapore, stabilizzare e velocizzare l’immissione sul mercato del vino. Fortunatamente sempre più agricoltori si stanno staccando da questa logica di business e stanno tornando ad assecondare la terra, la natura e i suoi ritmi. Tra questi i più “duri e puri” sono i produttori dei cosiddetti vini naturali.

Chi fa vini naturali parte dalla terra del vigneto.

È facile e rassicurante affidarsi alla chimica per difendere le piante dalle malattie e ottenere una resa migliore. Ma questo provoca frutti più annacquati, la morte dei microrganismi utili nel suolo, altera i sapori dei frutti e lascia residui nel vino. La via scelta dai viticoltori dei vini naturali è diversa, più rischiosa, ma rispettosa dell’ambiente e anche della salute dei clienti. Utilizzando esclusivamente concimi vegetali e piantando fiori e erbe tra i filari del vigneto si reintroduce la biodiversità, tornano i microrganismi e gli insetti utili, si ossigena, purifica e nutre il terreno e si ottengono piante più resistenti alle malattie. Ti potrà sembrare strano, ma un vigneto pieno di “erbacce” è segno di un vignaiolo che sta facendo vino con amore per la terra.

Un vino può essere naturale o costruito in cantina. 

Coi vini convenzionali, l’enologo utilizza lieviti selezionati e chiarificanti per creare un gusto che statisticamente piaccia a più clienti possibili. Utilizza anche stabilizzanti per gestire la fermentazione, così da accelerare l’immissione del vino sul mercato. Anche quando si fa vino naturale un piccolo intervento da parte dell’uomo c’è, ma non deve modificare il gusto originale del vino e non deve interferire coi ritmi dettati dalla natura. Nell’ambiente dei vini naturali l’abilità dell’enologo sta proprio nel riuscire a capire i tempi giusti d’intervento perché il vino risulti buono.

Cosa dobbiamo aspettarci dal mercato del vino naturale? 

Per prima cosa niente gusto standard, ogni annata sarà un po’ diversa dalla precedente visto che, di anno in anno, la natura e il meteo lo sono. Poi, non sempre il vino sarà disponibile sul mercato quando lo vorremmo noi. Le condizioni mutevoli, e la pignoleria di chi fa vino per amore, possono ritardare l’uscita della bottiglia anche di parecchi mesi. Infine, affézionati ad una cantina, non ad un’etichetta. Capita talvolta di veder nascere ottimi vini che l’anno dopo scompaiono perché le condizioni differenti hanno suggerito all’enologo di intraprendere una strada differente, pur di ottenere il massimo. 

Non far decidere agli altri il tuo gusto personale.

In un mondo in cui il prodotto non è più standardizzato, il bello è andare alla ricerca del vino che soddisfi appieno in nostro gusto. Certo potremmo trovare quello che non ci fa impazzire, ma possiamo trovare anche quello che è fatto per noi, che ci rappresenta! Nel settore dei vini naturali capita anche di assaggiare vini non buoni, alcuni addirittura che puzzano, e ti senti dire che è perché sono naturali e bisogna abituarsi al gusto di questo tipo di vino. Su questo non sono d’accordo, per me sono errori! L’abilità dell’enologo sta proprio nel fare il vino buono, magari cambiando rotta, come ti raccontavo sopra. Lasciarlo andare dove vuole è un’estremizzazione poco condivisibile o addirittura imperizia. Fidati, se assaggi un vino naturale fatto bene non vorrai tornare indietro!  

L’umanità e l’amore per il proprio lavoro hanno il sopravvento.

Avvicinati al settore dei vini naturali, ti troverai di fronte a prodotti che fuggono dalla logica del business e abbracciano quella dell’amore per il frutto del proprio lavoro. Se ne avete l’occasione, andate a vedere una fiera del vino naturale. Vi troverete di fronte ad un mondo vero, fatto di tavolini spogli con su le bottiglie senza troppi fronzoli. Un mondo dove il protagonista è il vino e dove l’ambiente è conviviale; capita spesso di vedere i produttori scambiarsi le bottiglie, desiderosi di far assaggiare il frutto del proprio lavoro e del proprio amore ai colleghi.


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