Senti questa volta non riesco a prenderla larga o a farne una storia coinvolgente: devo dirla così come l'ho vissuta e senza tergiversare.

Ho lavorato per anni in cucine iperprofessionali anche con Chef che avevano tutte le stelle al loro posto e tutte le recensioni immaginabili sulle migliori guide del mondo, ma su un fatto erano uguali tutti quanti:

avevano pentole e strumenti che ignoravano completamente gli effetti del rilascio dei metalli nelle loro pietanze 'super belle e super buone'. 

Questa storia continua ancora.

Le attrezzature da cucina continuano ad essere per il 90% di bassa qualità e continuano a minare la salute umana.

Vedila così: quel bel piatto stellato e stupendo da vedersi e da mangiare è stato preparato in padelle e pentole e contenitori cancerogeni.

E su questo non ci sono dubbi. 

Ormai lo sappiamo scientificamente che le pentole, e in generale i contenitori per alimenti e bevande, possono rilasciare sostanze pericolose per il corpo umano.

Metalli pesanti come piombo, rame, stagno, zinco, nichel, cromo o ferro, e leghe come la ghisa, hanno un’azione tossica su fegato, reni e ghiandole. Metalli leggeri, come l’alluminio, hanno invece un’azione neurotossica e possono indurre malattie neurodegenerative.

E infine, in seguito a usura, inoltre, le pentole sottoposte a trattamenti antiaderenti rilasciano anche particelle dalle pellicole utilizzate per il rivestimento.

Non bastavano i metalli, ci volevano anche gli antiaderenti!!

Negli anni mi sono davvero stancato di andare dagli Chef stellati e di non trovare ascolto da parte loro su questi punti. 

Così, prima in Germania, poi in Francia e per chiudere in Italia sono andato alla ricerca, per la mia famiglia, degli strumenti per cucinare che avremmo usato noi e che avremmo consigliato anche ad altre persone. 

In questo cammino, dopo Emile Henry, dopo Silit, ho finalmente trovato in Italia qualcuno stanco come me di quello che vedavamo in cucina in quelle pentole. 

Era un tardo pomeriggio d'estate di 2 anni fa quando ho incontrato il primo vero scienziato di metallografia che stava rivoluzionando, con umiltà e tenacia, quel mondo della cottura e della conservazione dei cibi. 

Con viso bonario, accoglienza stupenda, il professor Franco Cicerchia mi invita a prendere un caffé con lui (in una macchina da caffé che aveva il suo sistema GHA) e mentre lo faceva mi spiegava che il suo cambiamento iniziò quando un giorno di 10 anni prima guardava sua figlia saltare la pasta per i suoi due nipoti. 

Ebbe un cruccio: proprio lui, scienziato e industriale, che in 40 anni aveva portato innovazione sulla scienza dei metalli in tutto il mondo, non era riuscito a cambiare la pentola che sua figlia stava usando in quel momento.

Lui sapeva esattamente cosa rilasciava quella pentola e lo comprendeva a fondo da scienziato, non da persona comune, ma non aveva fatto niente fino ad allora per cambiare le cose. 

Fu da quell'istante che decise di mettere le sue conoscenze al servizio di un cambiamento e a creare ciò che con ragione e certezza possono chiamarsi ===>Le pentole della salute le uniche che davvero possono chiamarsi in questo modo e lo capirai certamente anche tu perché.

Il prof. Cicerchia in quel nostro incontro mi disse: la maggior parte degli chef ci ignorerà, ma la gente ci ascolterà, perciò non dobbiamo mollare.

Sono trascorsi due anni da quel pomeriggio e noi non molliamo, il cammino iniziato insieme continua.

Gli chef e le cucine stellate ci ignorano ancora, è inutile negarlo, ma la gente no. 

Sogniamo che un giorno un ristorante o uno chef non metti in mostra stelle e recensioni, ma attenzione alla salute e alla sicurezza in cucina alla pari della bontà e dell'estetica del piatto. Ma questa è una storia lunga!!

Intanto ===>Le pentole della salute stanno entrando nella cucine di chi ci ascolta e ci segue da anni.



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