Tutti parlano di allergie. La maggior parte delle persone, tuttavia, è affetta da intolleranze alimentari.
Le allergie alimentari presentano sintomi molto specifici, e per questo, più facilmente diagnosticabili con analisi mirate.
Un'intolleranza alimentare, invece,  non è così rapida da diagnosticare e il numero di persone colpite è molto alto ed in continuo aumento.

Intolleranze alimentari sintomi

Il motivo per cui queste intolleranze non sono così facili da individuare è perché i loro sintomi, molto spesso, non hanno reazioni immediate, rendendo, quindi, meno evidente la loro relazione con l'alimento irritante.


Purtroppo più tempo aspettiamo prima che venga diagnosticata un'intolleranza alimentare, più è probabile che sviluppiamo sintomi più gravi come:

  • emicrania;
  • affaticamento cronico;
  • candida;
  • gonfiore;
  • colite;
  • permeabilità intestinale;
  • sintomi gastrointestinali in genere;
  • dolore cronico;
  • infezioni dell'orecchio;
  • disturbi autoimmuni;
  • ADD / ADHD;
  • eczema;
  • fibromialgia;
  • e l'elenco potrebbe continuare...

Questi sintomi, spesso, ci costringono a sottoporci ad una varietà di test e trattamenti senza risultati evidenti, o peggio ancora, solo per sentirci poi dire che "è tutto nella nostra testa".
Tuttavia ci sono una serie di sintomi che possono indicare l'insorgenza di una intolleranza alimentare, quali:

  • Stanchezza persistente e non risolta dal riposo;
  • difficoltà ad aumentare o perdere peso;
  • palpitazioni occasionali dopo aver mangiato;
  • gonfiore;
  • gonfiore delle mani, viso, caviglie o addome e altro.

Sapevi che spesso il desiderio persistente di un alimento specifico può indicare un'intolleranza verso quell'alimento?

I principali fattori scatenanti, molto spesso, si possono individuare nel glutine, nei latticini e nello zucchero.

Nei casi di intolleranze e allergie conclamate il nostro microbioma intestinale svolge un ruolo chiave.

La ricerca dimostra che la nostra flora intestinale contribuisce in modo determinante alla salute o alle malattie , ad esempio aiuta la produzione di vitamine (B12 e K2) e aiuta a proteggerci dagli agenti patogeni che causano infezioni.

Intolleranze e microbioma

Uso probiotici da tempi immemorabili e sono oggettivamente convinta della loro efficacia.

Con il tempo e l'esperienza ho imparato che i probiotici hanno effetti diversi in base alla diversità dei loro ceppi costituenti e che la ridotta presenza di diversità di questi ceppi nel nostro intestino è direttamente correlata a vari problemi di salute come obesità, allergie, problemi digestivi ecc.

In breve, un microbioma equilibrato spesso è la chiave per una buona salute.

Ciò spiegherebbe anche perché alcuni integratori probiotici sono benefici per alcune persone e non per altri. Infatti, un intervento integrativo mirato aiuta a riequilibrare il nostro microbioma e quindi il nostro benessere.

Di quali batteri abbiamo davvero bisogno? Come possiamo sapere quali sono necessari e vantaggiosi per noi e quali no?

Se stai iniziando un protocollo probiotico, potrebbe esserti utile sapere che esistono specifici test delle feci che sono in grado di determinare la mancanza di ceppi batterici importanti o una sovrappopolazione di altri.


Uno dei ceppi predominanti che vive nel nostro intestino appartiene alla specie Lactobacillus,  che aiuta alla produzione del lattasi, l'enzima necessario per digerire il lattosio (lo zucchero del latte), alla fermentazione dei carboidrati nell'intestino e aiuta a produrre le vitamine B6, B12, e acido folico.

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Altri ceppi con funzioni simili appartengono alla famiglia Bifidobacterium, questo gruppo che si trova principalmente nell'intestino e nel colon, produce vitamine del complesso B e vitamina K, davvero importanti per la nostra salute.

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Sapevi che una classe comune di batteri intestinali chiamata Clostridia aiuta a prevenire la sensibilizzazione agli allergeni alimentari?

Clostridium: il batterio che potregge dalle allergie alimentari

Come affermato da Health Canal “La presenza di Clostridia, una classe comune di batteri intestinali, protegge dalle allergie alimentari, secondo un nuovo studio sui topi. Inducendo risposte immunitarie che impediscono agli allergeni alimentari di entrare nel flusso sanguigno, Clostridia minimizza l'esposizione agli allergeni e previene la sensibilizzazione - un passo fondamentale nello sviluppo delle allergie alimentari. "

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Puoi trovare altri studi di riferimento sul clostridium butyricum in fondo a questa pagina.


Ricorda che, oltre agli integratori, possiamo ottimizzare la flora intestinale (microbioma) attraverso la dieta.
Come sempre, una dieta sana, ricca di cibi integrali, non processati e ricca di alimenti fermentati, come kimchi coreano, Kombucha, krauti ecc (da evitare per i soggetti sensibili all'istamina) è una pratica molto importante.


In particolare, ci sono studi sull'amido resistente (RS), un tipo di amido che non viene completamente scomposto e assorbito, che alimenta i nostri buoni batteri responsabili della produzione di butirrato, la principale fonte di energia delle nostre cellule del colon.

Questo tipo di amido si comporta come un prebiotico (di cui i probiotici si nutrono).


Gli alimenti ricchi di amido resistente (RS) e naturalmente privi di glutine sono:

  • banane verdi;
  • zigolo dolce;
  • fecola di patate;
  • platano (il frutto);
  • fagioli /legumi;
  • alcuni tipi di amido da alimenti cotti e successivamente raffreddati (ad es. patate)

Anche l'inulina agisce come un prebiotico. Cipolle, porri e aglio sono buone fonti di inulina.

Le verdure fermentate, meglio se preparate  in casa, come i crauti, il kimchi sono una buona fonte di prebiotici.


C'è sempre qualcosa che possiamo fare per migliorare la nostra salute.
Nuovi studi ci fanno sperare in un futuro migliore per la nostra salute ma questo non deve esimerci dal fare la nostra parte curando e migliorando la nostra dieta ogni giorno.

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Come affrontare in modo pratico il problema

La diagnosi delle intolleranze alimentari, vere o presunte, in base alla domanda sempre crescente di pazienti "impazienti" ha attivato il meccanismo perverso della diagnostica "fai da te" che attraverso messaggi più o meno subliminali, indirizza molte persone a sottoporsi ad esami spesso inutili o poco affidabili.


La strada maestra da seguire in questi casi è sempre quella della valutazione sintomatologica affidata ad un nutrizionista esperto e preparato sul tema delle intolleranze, al fine di adottare la dieta migliore per riequilibrare il nostro regime alimentare.

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Affidarsi ad un professionista che analizza il problema con l'approccio scientifico ti aiuta ad intraprendere il percorso megliore e più sicuro per arrivare ad una risoluzione duratura e stabile per quanto riguarda le intolleranze.

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L'Autore

Claudia Moseley

Registered Nutritional Therapist Practitioner

Terapista nutrizionale validata dall’ente governativo Federation of Nutritional Therapist Practitioners (FNTP). Ha studiato alimentazione e nutrizione umana

E' specializzata in problemi legati alla digestione e alle intolleranze alimentari. 

E' membro della British Complementary Medicine Association e del British Institute of Allergy and Environmental Therapy.

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